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Cosa cambia tra pagaie rigide e telescopiche per sup? Prestazioni reali messe a confronto

📅 19 Agosto 2026✍️ di Federico Cantarini⏱️ 4 min di lettura

Negli ultimi anni, discutendo con paddler alle spalle delle mie escursioni sull’Adda, ho notato una domanda ricorrente: conviene investire in una pagaia rigida o preferire una telescopica? La risposta non è univoca, perché dipende da come e dove si pratica il SUP. Ho avuto modo di testare entrambe le soluzioni in condizioni reali, e le differenze di prestazione sono più sfumate di quello che molti pensano.

Le rigide: solidità e controllo senza compromessi

Una pagaia rigida è costruita con un’asta monolitica, solitamente in fibra di carbonio, fibra di vetro o alluminio. La struttura unica elimina completamente i movimenti laterali e conferisce una risposta immediata ai colpi di pagaia. Quando spingo in avanti il mio bordo su tavole esigenti, questo feedback è prezioso.

Mi è capitato di recente di accompagnare un gruppo di principianti in una competizione amatoriale lungo un tratto calmo del fiume. I ragazzi che avevano sceglie pagaie rigide hanno ottenuto tempi migliori, non per chissà quale motivo magico, ma perché ogni movimento in avanti si trasferiva direttamente alla tavola senza “perdite” dovute a flessioni indesiderate.

Le prestazioni effettive di una pagaia rigida si notano soprattutto in tre situazioni: quando devi mantenere una traiettoria precisa, quando paddelli a ritmo sostenuto per lunghe distanze, e quando la condizione dell’acqua è mossia o ventosa. La trasmissione di potenza è diretta, e questo riduce la fatica muscolare nel lungo termine.

L’aspetto negativo più evidente è la praticità. Una pagaia rigida di qualità misura facilmente 210-230 centimetri: trasportarla in auto, tenuta in un giardino o portarla in viaggio non è agevole. Chi vive in appartamento sa bene quanto spazio occupino.

Le telescopiche: praticità e versatilità sul campo

Una pagaia telescopica ha un’asta divisa in due o tre sezioni che si allungano e si ritraggono come un vero telescopio. Quando collassata, misura 80-90 centimetri: entra senza problemi in uno zaino, nel vano di una macchina piccola, o si ripone facilmente a casa.

La flessibilità strutturale, però, comporta conseguenze sulle prestazioni. Quando pagaio con una telescopica estesa completamente, avverto una leggerissima oscillazione tra le sezioni, soprattutto nei colpi più aggressivi. Non è qualcosa di drammatico, ma è misurabile: la pagaia assorbe una piccola quantità di energia anziché trasmetterla interamente alla tavola.

Durante le mie sessioni di allenamento tecnico, uso spesso una rigida. Ma quando organizzo escursioni turistiche dove il tempo in acqua è limitato e la praticità di trasporto conta, la telescopica vince. Un lettore mi ha chiesto di recente se era adatta per una vacanza in montagna con SUP da gonfiabile. Ho consigliato la telescopica, perché doveva percorrere 400 chilometri in auto e i vantaggi di compattezza superavano ampiamente le minime perdite prestazionali.

Confronto reale: i dati che contano

Per capire davvero dove stanno le differenze, bisogna considerare i parametri concreti. Una pagaia rigida in carbonio pesa circa 500-700 grammi, mentre una telescopica di qualità pesa 200-400 grammi in più, perché la meccanica dei telescopi aggiunge massa. Meno peso significa meno affaticamento: questo favore la rigida.

La resistenza a flessione di una rigida è superiore. Secondo gli standard dell’industria, una pagaia telescopica di buona marca perde circa il 10-15% di efficienza rispetto a una rigida equivalente. Non è poco, ma se non sei un atleta competitivo, la differenza non è percepibile nella pratica quotidiana.

Le telescopiche moderne hanno migliorato sensibilmente i meccanismi di bloccaggio. Le migliori utilizzano sistemi a vite o click che garantiscono rigidità quasi totale quando estese. I modelli economici, invece, mantengono sempre un gioco minimo che si sente durante la pagaiata.

Ho testato una telescopica entry-level accanto a una di fascia media della stessa marca: la differenza di prezzo era minima (30-40 euro), ma il controllo e la stabilità della versione migliore erano notevolmente superiori. Se scegli una telescopica, non risparmiare su questo aspetto.

Errori da evitare nella scelta

Il primo sbaglio è comprare una pagaia in base al prezzo senza considerare l’uso effettivo. Una rigida da 150 euro è quasi sempre inferiore a una telescopica da 200 euro di marca nota. Il budget conta, certo, ma su attrezzature che userai centinaia di volte, la qualità si ripaga.

Il secondo errore è scegliere una telescopica pensando che la praticità compensa automaticamente le prestazioni. Se la tua attività principale è il tour sport a ritmo elevato, una rigida è comunque la scelta migliore, indipendentemente dagli sconvenienti di trasporto.

Infine, attenzione alla lunghezza. Una pagaia troppo lunga o troppo corta non sfrutta il vostro potenziale fisico. La lunghezza ideale dipende dall’altezza e dallo stile di pagaiata; una rigida va scelta più precisamente, mentre una telescopica offre margini di regolazione utili.

Dopo anni di pratica tra le acque dell’Adda e oltre, la mia conclusione è pragmatica: scegliete la rigida se potete permettervi di gestirne l’ingombro e se paddellate regolarmente; scegliete una telescopica di buona qualità se la praticità è prioritaria. Le prestazioni reali, per chi non è agonista, cambiano meno di quanto si pensi. Ciò che davvero conta è usarla bene e scegliere una Pagaia (attrezzatura)|pagaia che vi consenta di stare più possibile in acqua.

Federico Cantarini

Federico è stato per lungo tempo istruttore di canoa sul fiume Adda, accompagnando escursionisti di tutte le età. Appassionato di kayak e rafting, si dedica anche alle recensioni di pagaie e abbigliamento idrorepellente. I suoi racconti sono sempre arricchiti da aneddoti di viaggio in acque dolci e rapide.